Intervista a Fabio Stramare

Author: Francesco Fabbri

Ha due profili facebook, uno dei quali riporta come pseudonimo lo pseudonimo Dandy’s, rimando alla sua più recente linea di occhiali; ha un volto esportabile e lo sguardo di chi va fiero del proprio lavoro. Di primo acchito si è portati a pensare a un imprenditore 2.0, un fervente sostenitore dei social, perfettamente a proprio agio nell’habitat della comunicazione on-line. Ma è bastato un contatto indiretto con Fabio Stramare, creatore e titolare del marchio Faoflex, per fugare tale aspettativa. Stramare è un uomo profondamente radicato nei luoghi della propria infanzia. Le sue creazioni e sperimentazioni vengono alla luce a Segusino, un posto in cui a partire dal Secondo Dopoguerra si è venuto a creare un vero e proprio distretto degli occhiali, con la comparsa di tanti piccoli laboratori creativi nei pressi delle fabbriche. Non è quindi per romanticismo che Fabio sostiene che questo mestiere fosse nel suo destino. Le sue risposte alle nostre domande sono essenziali. Dispensa solo le parole necessarie a veicolare la bontà del suo lavoro, senza mai cadere nell’autoreferenzialità. Parla di processo creativo, di personalità, di distanza dalle mode nella ricerca di uno stile personale per ogni singolo articolo e ogni singolo volto. Preferisce mostrare. Alcuni splendidi scatti tratti dal sito faoflex.it ritraggono le sue sapienti mani nelle due fasi cruciali del processo creativo: prima lo studio grafico, realizzato sempre a partire dai volti da cui Fabio si fa ispirare, poi la lavorazione dei vari materiali che diventeranno la veste di quei volti sempre differenti. Acetato, plastica, legno, metallo selezionati “senza scendere a compromessi”, e un mix tra passione, manualità e tecnologia.

Come è nata la tua passione per gli occhiali? Cosa vuoi trasmettere con la linea Dandy’s?

Sono nato a Segusino, un paese dell’Alto Trevigiano dove si viveva di occhiali e agricoltura. Ero destinato a fare questo lavoro

Con la linea Dandy’s vorrei trasmettere l’amore e la passione con cui realizzo questi oggetti destinati al volto delle persone. Iniziando dai visi e dalle espressioni che incontro, la mia ricerca continua scoprendo forme e colori che si armonizzano. Le linee non sono mai azzardate, sono semplici ed equilibrate. Io mi soffermo soprattutto sui colori e sulle lavorazioni che mi diverto a sperimentare.  Alcuni modelli hanno un trattamento laser che, combinato con delle trasparenze, crea un effetto ghiaccio. In altri sono visibili i segni della spazzolatura, della lima e degli incollaggi. Altri ancora sono modelli lasciati al grezzo, dove sono evidenti tutte le lavorazioni manuali che hanno trasformato quella lastra di acetato in un occhiale.

E i materiali usati che sensazioni vorresti che trasmettessero sulla pelle della gente?

Utilizzo principalmente acetato di cellulosa italiano, derivato da fiocco di cotone che dà un effetto caldo e setoso.

L’ uomo Dandy’ s com’è?

Immagino l’uomo e la donna Dandy’s come persone che sanno scegliere con gusto e qualità cosa portare. Non si lasciano influenzare dalla frenesia delle mode ma preferiscono ciò che più esprime la loro personalità. Sono attenti ai colori, all’armonia delle forme e preferiscono un oggetto che racchiuda una storia e il lavoro paziente di chi lo ha pensato.

Tu ti senti un Dandy’s?

Questa è una linea che ho avuto la fortuna di costruire passo passo, lasciando libera la creatività. È una linea che inevitabilmente dice qualcosa anche di me.

L’ evoluzione futura di questa linea dal sapore retrò quale sarà?

In questo momento sto lavorando a Dandy’s Donna, sarà una linea colorata, con combinazioni di acetati esclusivi ottenuti attraverso incollaggi. Le forme sono iconiche e molto femminili.