Immagine Italia

Author: Irene Pagnini

Novantamila visitatori e 3.400 brand coinvolti. Sono soltanto due delle statistiche più interessanti da poter registrare dopo un decennio di Immagine Italia, la rassegna italiana dedicata alla lingerie e alla biancheria.

Quest’anno erano oltre 180 i buyer presenti alla manifestazione, si trattava di boutique di lusso, negozi on-line, negozi al dettaglio, grande distribuzione organizzata e importatori. Tra gli italiani, il 60% provenienti dal Nord Italia. L’estero è stato rappresentato da diciassette paesi, tutti europei eccezion fatta per l’Arabia Saudita.

Anche il Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia ha creduto nel progetto abbellendo gli spazi della manifestazione con la fornitura di piante ornamentali.

L’iniziativa, nata nel 2008 da un vero e proprio salto nel buio tentato dalla Camera di Commercio di Pistoia per sostenere gli sforzi delle imprese di settore, si incaricava di mettere in contatto vari settori dell’imprenditoria legata all’intimo, con l’obbiettivo di modellare un format capace di mostrare il know how dell’imprenditorialità, affiancato all’aspetto del confronto e infine del business in senso stretto grazie alla disponibilità di un contatto diretto tra i diversi anelli della catena.

Nel comunicato stampa anticipatorio, Immagine Italia si autodefinisce “un elegante salotto delle fiere” in cui domanda e offerta si incontrano e si amalgamano condividendo tendenze, criticità e know-how. Non per niente si è registrato un continuo aumento della partecipazione di Mass Media, blogger fai-da-te e Instagramers che hanno invaso la Fortezza da Basso, individuando in questa kermesse l’occasione per sbirciare dalla serratura delle nuove tendenze.

E dato che comunque di underwear e lingerie si tratta, perché non impreziosire il tutto con accattivanti sfilate di moda? Come da tradizione, anche quest’anno i capi indossati dalle splendide modelle in defilé erano di fascia medio-alta.

Per quanto riguarda i dettami di attualità nella moda lingerie, emerge una rinnovata vocazione verso i concetti di essenzialità, autenticità e ricerca, una donna che riafferma a gran voce la propria identità, senza più il bisogno di dimostrare ciò che non sente di essere.

I target individuati sono:

-il gusto Millennials, che consiste nella libertà dei tagli proposti, nella scelta di grafiche minimali, giovani, apprezzabili dal nuovo pubblico;

-il gusto Active e Athleisure, strettamente legato al benessere della persona, e così ben vengano la comodità e l’efficacia di tessuti morbidi e traspiranti, termoregolanti e sportivi, adesso sdoganati anche per la vita di tutti i giorni;

-il gusto prezioso, basato sulle trasparenze e sulle sovrapposizioni di strati e tessuti diversi, pur sempre pregiati e di grande qualità;

-il Basic Chic che non passa mai di moda ma allo stesso tempo è alla perenne ricerca dell’originalità;

-l’eco-fashion, per coloro che vogliono porre attenzione alla sostenibilità ambientale ma preservare il proprio fascino;

-il curvy, un genere che non può più essere discriminato perché rappresenta una grossa fetta di mercato e che quindi richiede altrettanta attenzione nell’esaltazione della sensualità delle forme femminili;

-il daywear, che gioca sulla sensualità e la simpatia che anche un semplice pigiama può sprigionare, anche indossato fuori da casa..

-e infine il Luxury classic night wear, che esplora la tradizione della camicia da notte e per il completo all’italiana e che ci riporta alla memoria il cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta.

La rassegna ha acceso i riflettori, seppur con minore decisione, anche sull’intimo maschile, un campo in cui è minore l’influsso della moda e che si basa più sulla ricerca del comfort e sulla ricchezza dei materiali utilizzati. L’esigenza da soddisfare è quella della qualità; i tessuti più richiesti sono i tecno.