Cibo, arte e finanza: cosa possono mai avere in comune? 

di Silvia Lecceti
Cibo, arte e finanza: cosa possono mai avere in comune? In realtà se ci pensiamo bene sono tre ambiti rilevanti per il nostro benessere di persone, rappresentano bisogni primari dell’uomo e sono necessari a tutti.
Questa è stata l’idea di base che ha dato vita all’evento “Mangiare bene per investire meglio” che si è tenuto mercoledì 31 maggio 2017 a Palazzo Guicciardini a Firenze, a cura di Giuseppe Monteverdi, Stefania Falegni, Barbara Cosci.
L’intento era quello di ricreare un’atmosfera di convivialità tra i vari ospiti, introducendoli in un ambiente accogliente e rassicurante, proprio come quello del salotto di Palazzo Guicciardini, con un tocco di contraddistinta eleganza e raffinatezza per tramettere quell’idea di “casa” nella quale ogni ospite poteva essere accolto nel migliore dei modi. 
Dialogo, fiducia e consapevolezza, hanno fatto da linee guida all’incontro. Emblematici in questo senso i vari ospiti presenti: Alessio Coppola, rappresentante di uno dei più grandi gruppi di consulenza finanziaria, la Rothschild, e Pietro Lasalvia, medico specialista in psicoterapia e specializzato in nutrizione, unitisi in una doppia presentazione che aveva un duplice scopo: illustrare quali sono le qualità fondamentali che caratterizzano i settori della finanza e dell’alimentazione, ma anche far riflettere su quanto questi due mondi siano simili e come siano in grado di unirsi per andare incontro al benessere di ogni individuo nonché evidenziare gli errori più comuni che in entrambi i settori siamo soliti commettere. 
Erano presenti anche due artisti le cui opere potevano essere osservate ed ammirate dagli ospiti in tutte le stanze del palazzo: Aleandro Roncarà e Filippo Basetti. 
Aleandro Roncarà viaggia tra il mondo reale e quello fantastico, Mondorondo, dove si abbatte definitivamente qualsiasi forma di violenza. Disegna da sempre e su ogni superficie, è solito utilizzare accostamenti cromatici inusuali e i personaggi che animano il suo mondo fantastico sono essi stessi colore puro. 
Filippo Basetti, invece, non si pone alcun problema sul mezzo da utilizzare, quello che conta per lui è raggiungere il fine: l’importante è catturare l’idea giusta e trasferirla nel miglior modo possibile. Passa così dalla fotografia alla pittura, dai video alle installazioni senza  esitazioni e il suo intento primario è quello di decontestualizzare gli oggetti che utilizza, ovvero prenderli da un determinato contesto ed inserirli in mondi e luoghi totalmente nuovi ed inconsueti, così da trasformarli in cose nuove. 
È proprio questa la chiave di lettura del progetto presentato, in collaborazione con la chef professionista Marta Guerrini, “Fame chimica”. L’intento è di far riflettere il pubblico in maniera provocatoria e spiritosa sulla consapevolezza degli ingredienti dei prodotti che acquistiamo e portiamo sulle nostre tavole. Le foto sono ambientate in luoghi domestici ed è sempre presente la mano della persona che compie l’azione, ad indicare la massiccia presenza della chimica nelle nostre case, di cui siamo molto spesso gli ignari vettori, fuorviati soprattutto dall’offerta e dalla pubblicità ingannevole. 
 “Mangiare bene per investire meglio” non è stata soltanto un’occasione per osservare le opere di questi artisti ed imparare a destreggiarci tra finanza e cibo, ma anche per dialogare, scambiarci consigli, trovare spunti per nuove idee e punti d’incontro e soprattutto acquisire consapevolezza su quali sono le nostre necessità in quanto individui ed imparare a gestirle al meglio per raggiungere il benessere.